MAGAZINE - Speciale Torneo della Torre, Trofeo BEFeD

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Raccontare il rugby è semplice solo in apparenza, tante sono le sfaccettature tecniche e culturali di questo antico e nobile sport. Per quanto riguarda ogni grande torneo giovanile (come il Torneo della Torre – Trofeo BEFeD) la difficoltà di “raccontare” aumenta ancor di più. Si, certo, parole come: “divertimento”, “convivialità”, “cornice di pubblico”, “sano confronto sportivo”, fanno parte degnamente del frasario; tuttavia ci pareva riduttivo, se non ripetitivo, dovervi ricorrere anche in questo caso. Cercavamo un qualcosa di più; per spiegare - a chi non l’ha vissuta - la due giorni settimese e nel contempo, regalare a chi c’era un ricordo da conservare. Esercizio non facile, ma abbiamo avuto fortuna. “Il rugby è l’assoluto ordine nell’apparente disordine”, ecco la chiave di lettura, la metafora che più di ogni altra è la fotografia della “Torre” 2017. Lo sosteneva Sandro Cepparulo, giornalista della Gazzetta dello Sport, scomparso nel 2009. Immaginate un variopinto universo di persone che migrano da un campo all’altro senza apparente criterio. Si incontrano, condividono, osservano e poi si spostano nuovamente. Questo è “l’apparente disordine”. Nello stesso istante e nello stesso luogo, al disordine della gente in movimento si aggiungono partite che si susseguono con la regolarità di un metronomo. Questo invece è “l’ordine assoluto”. E’ la magia che si ripete ogni anno, su questo e su molti altri campi d’Italia, quando la tribù della palla ovale si ritrova per condividere una passione.

Pubblicato: il 08 giugno 2017

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